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giovedì

Giochiamo a 'Battaglia Navale'? (misurare i progressi con l'impianto cocleare)

Esiste un metodo semplice, efficace e magari anche divertente per misurare i progressi fatti con l'impianto cocleare, nel corso del tempo?

Ma certo che esiste: è il gioco della 'Battaglia Navale' !
Si gioca in due: voi e l'aiutante, ma non siete l'un contro l'altro, bensì siete voi due contro le navi avversarie: insomma, una sorta di "gioco di squadra". In questo gioco, per l'appunto insieme al vostro aiutante (normoudente) dovrete sparare cannonate contro la flotta nemica e possibilmente affondarla: il vostro aiutante conosce la posizione delle navi nemiche, che sono segnate su un foglio - voi invece ne siete all'oscuro- e vi dà le "coordinate di tiro", e voi dovete essere capaci di sparare la cannonata con la giusta traiettoria. Saprete fare centro?
Attenzione!!! avete solo DICIANNOVE colpi a disposizione, e dovete affondare esattamente DICIANNOVE navi!

(nella realtà: l'aiutante, che ha un udito normale, stando alle vostre spalle pronuncia con voce chiara e limpida diciannove fonemi ben precisi, uno per volta; e voi dovete essere in grado di ripeterli esattamente. In tal caso l'aiutante segnerà sul foglio "colpito!"; in caso contrario sarà "acqua!", e quello avrete risposto -cioè quello che avete creduto di sentire- avrà grande importanza alla fine del gioco. Anche gli errori in questo gioco hanno la loro importanza)

Cosa si riesce a fare con questo gioco?
1- Si mette in chiaro cosa si sente.
2- Si mette in chiaro cosa si capisce (cosa importantissima....)
3- Si traggono utili indicazioni per le 'mappe cocleari' successive (cosa c'è da cambiare e cosa da mantenere, quale elettrodo variare)
4- Si osservano i cambiamenti nel corso del tempo (stiamo migliorando o no?)
5- Ci si diverte, e lo si può prendere anche come un gioco a punti.

Ovviamente, il vero nome del gioco non è "La Battaglia Navale", bensì, più seriamente, "Test della Matrice di confusione consonantica", e bisogna dire che raramente un Test, serio e rigoroso, è capace di trasformarsi in un gioco appassionante. La "Matrice" è uno dei test classici della riabilitazione del linguaggio, e praticamente tutti gli operatori di Logopedia la conoscono e la utilizzano.

Ma abbiamo fatto anche troppe chiacchiere: mettiamoci all'opera! Flotta nemica in avvicinamento!

ATTENZIONE!!!
- il Test è idoneo per ragazzi e adulti che sappiano udire e rispondere; NON è indicato per bambini troppo piccoli;
- l'aiutante DEVE avere un udito perfetto e una voce chiara e pulita, assolutamente senza storpiature o inflessioni dialettali;
- si dà per scontato che la persona sottoposta al test sia almeno in grado di sentire e distinguere la vocale A, che è alla base dei fonemi utilizzati.


SVOLGIMENTO
Il vostro aiutante è posizionato alle vostre spalle e ha davanti a sé una matita e il foglio del Test – che vedete qui riprodotto (stampatelo se volete).
Osserviamo il foglio: sulle colonne verticali (sinistra o destra, è indifferente) sono riportati i fonemi da pronunciare, mentre sulla riga orizzontale in basso sono riportate le risposte ottenute. La linea diagonale rappresenta le navi nemiche in fila.





Facciamo un esempio (figura successiva): l'aiutante, sempre alle vostre spalle, vi dirà :"ARA!" , voi rispondete "AGNA!".....errore grave, acqua! E l'aiutante segnerà con un circoletto dove è andato a finire il colpo: l'incrocio tra ARA (pronunciato) e AGNA (ascoltato) (Attenzione! L'aiutante NON deve dire se la risposta è azzeccata o meno: prima si finisce il test per intero, poi si mostra il foglio al "cannoniere". Non bisogna dare indizi di nessun tipo!)
Ma supponiamo invece che l'aiutante dica "ARA!", e voi sentiate correttamente e rispondiate anche voi "ARA!". in tal caso, complimenti! Bersaglio colpito! Incrociando ARA orizzontale con ARA verticale si va a finire sulla riga diagonale: risposta esatta, nave affondata! (....e ricordate che l'aiutante NON deve dire se è colpito o mancato! Chi subisce il test deve andare alla cieca, non deve sapere il risultato, se non alla fine) (vedi figura 3)

Andando avanti con il gioco si devono pronunciare tutti e e diciannove i fonemi, e segnare le risposte, e alla fine avremo un foglio di questo tipo (vedi figura 4): in questo caso avremo avuto OTTO risposte giuste e UNDICI sbagliate. Può anche darsi che alcune risposte siano uguali, nel senso che il 'cannoniere' ha l'impressione di udire sempre lo stesso fonema (ad esempio l'aiutante dice ASA, AZA, ALA, ACA, e la risposta è sempre ACA in tutti i casi).

(IMPORTANTE: 1-segnatevi la data sul foglio, alla fine del test; sarà utile per fare confronti con i test successivi, e vedere i progressi in funzione dle tempo. 2-per evitare che il 'cannoniere' impari a memoria le posizioni dei fonemi, basterà che l'aiutante ogni volta cominci il test con una "nave" a caso, quindi non rispettando l'ordine del foglio 1-AGA, 2-ACA, 3-AGLIA ecc, bensì andando casualmente).

Perchè questo Test è importante? Per il semplice motivo che i fonemi NON SONO DISPOSTI A CASO. Più il colpo è mancato (cioè : lontano dalla diagonale), più l'errore è grave. Significa che per quella lettera o fonema siamo ancora lontani dal "sentire bene". Per esempio, nell'ultima figura, l'aiutante ha detto AFA, e la risposta è stata ACIA : grosso errore, il colpo è finito lontanissimo. Al contrario, più il colpo è caduto vicino alla diagonale, più siete prossimi al sentirci bene (esempio dire AGA e rispondere ACA)
Ma non basta... Perchè questo Test è importante? Perchè se gli errori sono sempre gli stessi, e non c'è miglioramento nel tempo, significa che bisogna correggere un qualche elettrodo; e il "mappista" in gamba capirà cosa fare. Perchè questo Test è importante? Perchè, confrontando i giochi fatti nelle settimane o mesi precedenti (ognuno con la sua data scritta in un angolo), è possibile vedere come evolve la situazione, se ci sono progressi o no, ed eventualmente dove ci sono progressi e dove ritardi. Perchè questo Test è importante? Perchè provando e riprovando, voi, cannonieri, vi abituate a stare attenti alle minime differenze di suono: riuscire a distinguere tra ASA e AZA è roba da veri campioni!
Cominciate a giocare! non vi spaventate se i primi tentativi saranno pessimi. Non spaventatevi se fate errori incredibili: siate anzi contenti, perchè finalmente sapete quali sono i vostri punti deboli, e potete lavorare per migliorare!



Barra a dritta, Timoniere! E tu, Cannoniere, ai posti di combattimento!
OBIETTIVO FINALE: DICIANNOVE SU DICIANNOVE ! FORZA!!!


























































lunedì

Impianto Cocleare e Telefono

Diciamo la verità , la "conversazione al telefono" è una di quelle cose che una volta realizzate danno una soddisfazione rara, in quanto il telefono è da sempre oggetto tanto misterioso quanto ambitissimo, per una persona sorda. Parlo di "conversazione" al telefono, perchè in realtà molte persone sorde riescono a camuffare l'impossibilità di usare il telefono con il trucchetto delle risposte chiuse. Ovvero, parlare al telefono facendo domande che presuppongano una risposta del tipo si/no. "Si" e "No" non sono tanto due parole quanto due semplici suoni, e possono venir compresi anche da chi è sordo come una campana, basta che sia protesizzato.
Facciamo un esempio: "Ciao, come stai? Tutto bene?" -SI- "Senti, ma allora la gita fuori porta si fa?" NO - "Ah, ma allora è stata spostata ad altra data, immagino?" -SI- "Allora se per questa domenica non se ne fa nulla, se ne parla per domenica prossima, va bene?" - SI - ....e via di questo passo. E' un tipo di telefonata davvero tediosa, ma, in situazioni di emergenza, se non altro, si riesce a cavare qualche informazione (poi, se abbiamo a disposizione un telefono cellulare o smartphone, è possibile inviare SMS, email e quant'altro, su questo siamo d'accordo, ma qui stiamo parlando di telefonate puramente vocali).
Appunto, le telefonate "vocali": dal momento che l'udito con l'impianto cocleare NON è un udito naturale, bensì artificiale, e, similmente alle protesi acustiche moderne, viene pesantemente riarrangiato mediante il passaggio attraverso filtri e dispositivi elettronici, capita a volte che la conversazione sia problematica e difficile.
Premessa doverosa: prima di conversare al telefono DOVETE essere capaci di capire un discorso. Per questo, non mi stancherò mai di ripeterlo, è essenziale essersi allenati a lungo con la radio. Alla radio non sapete in anticipo cosa lo speaker stia per dire, non è vero? Similmente accade con l'interlocutore al telefono. Non sapete in anticipo cosa dirà il vostro dirimpettaio, quindi dovete essere pronti a captare ogni suono, concentrati nell'ascolto, pronti a capire sia le singole parole, sia il senso intero del discorso.
Una volta soddisfatta questa premessa, è bene sapere alcuni dettagli tecnici, come ad esempio che la linea telefonica analogica -vale a dire il telefono fisso di casa- darà maggior comfort nell'ascolto, in quanto non produce virtualmente alcuna interferenza. E qui veniamo al punto dolente: le interferenze magnetiche.

L'impianto cocleare (esattamente come molte protesi acustiche) è dotato di Telecoil ( o T-switch, o più familiarmente "tasto del telefono"), che aziona una bobina magnetica interna al processore, che serve a captare le onde magnetiche circostanti, come ad esempio le onde emesse dal telefono. La cosa ha un risultato straordinario in alcune situazioni particolarmente rumorose, in quanto si sentiranno solo i suoni provenienti dal telefono e non quelli dell'ambiente circostante, arrivando alla situazione paradossale che, in condizioni di grande confusione, "al telefono il sordo sente meglio del normoudente". Questo è particolarmente vero nel caso di conversazione dal telefono fisso di casa (non è importante che dall'altra parte ci sia qualcuno che parla al cellulare o da un altro telefono fisso, l'importante è che il portatore di impianto cocleare stia utilizzando il telefono fisso, e ovviamente che dall'altre parte ci sia qualcuno che parli senza rumori di sottofondo). Addirittura, se l'ambiente è tranquillo, si può utilizzare il telefono fisso SENZA il telecoil attivato.....esattamente come le persone normali. Ovvero si accosta la cornetta del telefono il più possibile vicino al microfono dell'impianto cocleare, e si parla (e si ascolta) normalmente.

I problemi arrivano quando anzichè il telefono fisso, si parla al cellulare/smartphone. Uno degli standard più in voga nel mondo, ovvero il GSM (detto anche 2G) produce -attraverso il cellulare- interferenze terribili nella maggior parte degli impianti cocleari, che impediscono qualsiasi conversazione. Una soluzione potrebbe essere il "laccio" (loop, necklace) oppure le "silhouettes" o "earhooks", più familiarmente i "gancetti", dispositivi che tendono a tener lontano il cellulare dall'orecchio, impedendo così le scariche troppo forti. Oppure, una soluzione più semplice è l'utilizzo dei vecchi cellulari "a conchiglia" (clamshell), purtroppo ormai in via di scomparsa, che possono essere accostati all'orecchio producendo poche interferenze, in quanto i circuiti interni sono nella parte inferiore e possono venir tenuti lontani dall'impianto cocleare.
Una soluzione per poter ovviare ai problemi della rete GSM è quello suggerito poc'anzi per il telefono fisso: ascoltare il cellulare GSM senza il telecoil inserito, eliminando così la formazione di interferenze. Ciò è fattibile in condizioni di quiete, ma non, come accade spesso, quando intorno a sè c'è il caos più generale. Soluzione estrema, che sfiora il ridicolo ma risulta essere parzialmente efficace: tenete "di traverso" il cellulare (formando un angolo di 90° con la testa) e accostate il ricevitore di questo al microfono dell'impianto cocleare tenendolo a qualche centimetro di distanza: così facendo tenete lontano il più possibile le circuiterie interna del cellulare da quelle dell'impianto cocleare, diminuendo così la formazione di scariche di interferenza.

La situazione migliora utilizzando lo standard 3G (UMTS e altri) oppure 3,5G (HSDPA o 3G+) e nell'immediato futuro prossimo 4G, in quanto anche a telecoil inserito le scariche di interferenza sono ridotte al minimo. I cellulari /smartphone hanno la possibilità di scegliere la rete, se GSM, 3G, oppure "duale" cioè ambedue, il mio consiglio è quello di scegliere sempre la 3G, anche se in molte zone del paese "non c'è campo" per il 3G, e quindi si riceve solo la rete GSM (2G) e siete costretti ad utilizzare questa.
Una volta scelto lo standard 3G, in questo caso il problema è riuscire a trovare, sulla propria testa, il punto di ascolto migliore, in quanto si sente "meglio" o "peggio" a seconda di quale parte del cellulare si avvicina all'orecchio.
Se la posizione "naturale" del telefono non dovesse essere confortevole, il mio consiglio è quello precedente, cioè di avvicinare il cellulare/smartphone con un angolo di 90° rispetto alla testa, ovvero tenendolo parallelo al terreno. E' una posizione assai insolita, sembra di tenere il cellulare "contro la testa", ma per mia esperienza personale è la posizione in cui "si sente meglio".
Ovviamente anche in questo caso si possono utilizzare i lacci e i dispositivi per facilitare la conversazione , ma non sono strettamente necessari.
Un'ultima annotazione: quando si è su un mezzo di trasporto (aereo, autobus moderno, treno) può capitare di inserire il telecoil senza fare nulla e...sentire le "comunicazioni" interne dei dispositivi elettronici presenti sul mezzo di trasporto. Questo è un problema che può andare ad inficiare la teleonata, tuttavia, come per tutte le cose, finchè non si prova non si potrà mai sapere.

Infine un consiglio per riuscire a avere uno standard di ascolto al quale fare riferimento: telefonate ai numeri gratuiti che vi illustrano le offerte o il credito telefonico residuo. Dal momento che il format di risposta è sempre lo stesso, vi potete fare un'idea della qualità di ascolto del luogo in cui vi trovate, della posizione in cui è meglio tenere il telefono rispetto all'impianto cocleare; potete fare tentativi per trovare la posizione migliore di ascolto, fate ruotare il telefono, avvicinatelo, allontanatelo, muovetelo in tutte le direzioni: dov'è che si sente meglio?

E buon viaggio nel nuovo, misterioso mondo dell''ascolto del telefono!

giovedì

MARTEAU, ENCLUME, ETRIER. (1 gennaio 2010)

Quando ero bambino, e passavo le giornate da una visita medica all'altra (splendido modo di trascorrere l'infanzia, è il caso di dire!) , un giorno mi ritrovai davanti, in uno studio medico, un enorme poster che occupava gran parte della parete.
Su questo poster risaltavano tre parole, maestose e solenni, l'una di seguito all'altra:

"MARTEAU ENCLUME ETRIER"

Meraviglioso. Guarda come sono raffinate. Senti come risuonano bene nella tua mente. Elegantissime.
Che parole affascinanti. Rimasi a guardarle per un pò e le memorizzai, badando bene a non dimenticarle.
"Marteau, Enclume, Etrier", come "Athos, Porthos, Aramis, e D'Artagnan", come "Messieurs, rien ne va plus". Splendide. Sembra quasi di sentire un annunciatore : "Signore e signori ! Marteau.... Enclume.... Etrier !!" E giù un uragano di applausi.

Marteau. Enclume. Etrier. Bastano tre parole. Non c'è bisogno di aggiungere altro. Non c'è bisogno di spiegazioni. La quadratura del cerchio. La perfezione estetica raggiunta.

Non ricordo altro di quel giorno, ma che importanza ha? Sono passati più di trent'anni. Erano gli anni Settanta, mi trovavo ai piedi di una montagna, che avrei cominciato a scalare senza fermarmi un solo giorno, mio malgrado. Ma da bambini non ci si rende pienamente conto di cosa ci aspetta, non è vero?
Di quel giorno ricordo solo quelle tre magiche parole.
Non avrei mai detto, all'epoca, che in qualche modo mi avrebbero accompagnato per il resto dei miei giorni.